NON TUTTI SANNO…

La Villa del Vascello a Porta San Pancrazio

La villa del Vascello a Porta San Pancrazio (o meglio, villa Benedetta, costruita nel XVII° secolo per l’abate Elpidio Benedetti ) è particolarmente famosa per essere stata l’ultimo baluardo a difesa della Repubblica Romana dall’attacco francese nel giugno del 1849. La furia del generale Oudinot, già malamente sconfitto dalle truppe garibaldine in un primo tentativo di occupare la città, si scatenò sulla villa considerata strategica per la sua posizione che, dominando dall’alto il centro di Roma, avrebbe consentito micidiali bombardamenti alle artiglierie francesi.

La resistenza fu disperata ma inutile e durante i combattimenti la villa subì danni così pesanti che l’edificio dovette essere in parte demolito.

Forse non tutti sanno che il progetto della villa fu opera di una donna, Plautilla Bricci, primo architetto donna (o meglio “Architettrice” come è chiamata nelle carte del capitolato e nei documenti dove è citata più volte, come direttrice dei lavori e responsabile di tutte le eventuali variazioni in corso d’opera) in Italia e forse in tutta Europa.

Plautilla Bricci (Roma1616 – Roma 1705) figlia e sorella di artisti, fu pittrice e, appunto, architetto. Il padre Giovan Battista esercitava con successo l’attività di pittore, maestro di musica e commediografo, ed è con il padre -già allievo dello Zuccari e del Cavalier d’Arpino- che Plautilla si formò prima come pittrice ed in seguito –dopo la sua morte- è possibile che scoprì la sua vocazione all’architettura studiando su specifici trattati tecnici scritti dal padre. E’con un’opera pittorica (la nascita della Vergine, per Anna Mazzarino, badessa del Monastero Benedettino di Campo Marzio) che entra nelle grazie dell’abate Benedetti – agente del Re di Francia a Roma e consigliere del cardinale Mazzarino che è il fratello proprio di quella signora badessa. Elpidio Benedetti è un appassionato di architettura: fu lui ad organizzare il viaggio del Bernini a Parigi e probabilmente per la sistemazione di un palazzetto di sua proprietà ci fu un suo intervento diretto ma supportato con successo dalla Bricci. Ed è a lei che l’abate si rivolge nel 1663 quando decide di costruirsi una dimora che è insieme il coronamento e la testimonianza del ruolo sociale raggiunto Una villa che dominava «tutta la campagna fino al mare […] havendo anco per oggetto di prospettiva il palazzo Vaticano”.

Della villa originaria oggi rimane solo il muro di cinta e pochi resti della facciata, in via di San Pancrazio, proprio di fronte all’entrata monumentale di Villa Doria Pamphili,. È possibile comunque farsi un’idea ancora adesso della particolarità architettonica della costruzione: in quel poco che rimane sono ancora visibili le false rocce e grotte dal gusto naturalistico e preromantico.

Dopo aver seguito progetto e realizzazione della villa chiamata del Vascello per la sua forma che ricordava un bastimento, Plautilla Bricci, sempre incaricata dal Benedetti, fu l’autrice della cappella di San Luigi nella chiesa di San Luigi dei Francesi, che è l’unica opera ancora integra arrivata fino a noi e per la quale realizzò anche la pala d’altare raffigurante San Luigi contornato da altre figure.

(Andrea Mazzoli)

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