NON TUTTI SANNO…

GASPARE MONGE

Nella Repubblica di San Marino – forse la più piccola e la più antica del mondo – c’è una via Gaspare Monge.

Monge (1746/1818) figlio di un venditore ambulante dimostrò fin da piccolo una straordinaria abilità nella rappresentazione della realtà circostante, tanto da essere notato dalle autorità militari che lo vollero in una loro scuola. La sua tecnica per descrivere lo spazio attraverso la geometria diventò così precisa ed affidabile da essere inizialmente classificata come segreto militare e gli valse in seguito la cattedra di Geometria Descrittiva all’Università di Parigi. Il suo metodo riguarda la rappresentazione ortogonale di un oggetto, e cioè la sua scomposizione su piani orizzontali (piante) e verticali (prospetti e sezioni) ma anche l’andamento delle linee di curvatura disegnate su una superficie (…come le traiettorie di un obice nello spazio).

Durante la Rivoluzione, cui aderì senza esitazioni, le sue competenze scientifiche e la loro rilevanza nell’arte della guerra gli valsero la nomina a Ministro della Marina. Scampato al Terrore tornò in Francia nel 1794, fu nominato professore nella Scuola Normale di Parigi, conobbe Napoleone Bonaparte con cui strinse un rapporto di reciproca stima.

La Geometria Descrittiva è ancor oggi materia fondamentale nelle facoltà d’Architettura ed è una di quelle nelle quali spesso capita di inciampare.

Ma come mai a San Marino esiste una via a lui intitolata? (Né Roma né Milano né, probabilmente, alcuna altra città italiana gli ha dedicato delle strade).

Forse non tutti sanno che, proprio per la sua vicinanza a Napoleone, Monge nella campagna d’Italia del 1796 fu incaricato di selezionare le opere d’arte ed i tesori da requisire e trasferire in Francia. Le operazioni cominciarono con le chiese, le ville ed i palazzi di Milano, Pavia, Cremona e Bologna: le opere, attentamente imballate e caricate su carri appositamente disegnati da lui stesso, vennero fatte convergere in diversi punti di raccolta per essere poi spedite a Parigi. Il personaggio divenne il terrore di preti, vescovi, nobili e reggenti a vario titolo ostili alla Rivoluzione (in Francia siamo ancora in periodo repubblicano) e per questo spogliati senza pietà dei loro beni. Fu risparmiata solo la piccola repubblica di San Marino: è proprio Gaspare Monge che chiede udienza alla Reggenza come Incaricato dal Generale in Capo dell’Armata d’Italia a nome della Repubblica Francese di apportare alla Repubblica di San Marino dei sentimenti di pace, di sicurezza e di amicizia. L’antica Repubblica lo incuriosisce e lo spinge a suggerire a Napoleone quella che diventerà un’abile mossa di grande risonanza propagandistico-ideologica: condita poi da un pizzico di pacifismo, che in politica non guasta mai: perché San Marino è ben conosciuta in Europa, ben conosciuta soprattutto in Francia, ove circola quel voilà peut-être les seuls démocrates en Italie. Ed è per questo – forse – che il giovane Napoleone si convince a compiere quel gesto simbolico di rispetto della legalità repubblicana, gesto che in fondo in fondo non gli costa niente: cosa avrebbe ricavato da San Marino in razzie, imposte o taglie? Anzi offrì ai sammarinesi amicizia, doni e l’estensione del territorio fino al mare. I Sammarinesi furono grati per l’onore di tali elargizioni, ma rifiutarono con istintiva saggezza l’ampliamento territoriale “paghi dei loro confini”. 
Il nome di una via Gaspare Monge se l’è indubitabilmente meritato.
(Andrea Mazzoli)

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